Se vuoi andare subito a leggere le storie...
 

Come sono nate

le scatole della memoria...

 

Dopo la lettura della storia di Ulisse... 

I bambini discutono sul tappeto ...

 - Per me quello che salva Ulisse è il cervello…
 -
 
Mica solo... anche i muscoli però...
 
 - No i muscoli potevano anche non essere potenti, ma il cervello doveva essere  potente  per  inventare di chiamarsi “nessuno”.
 -

 

Con i muscoli soli non la si sposta la pietra grande della grotta di Polifemo.
 -
 
Si però ci prova.
 
 -
 
Eh!  Dici quello che dico io, i muscoli da soli non bastano.
 
 -
 
Ma il mio babbo i muscoli ce l’ha eppure non è "grullo" !
 
 - Vuol dire che c’ha anche il cervello.

Ins: Siete sicuri che una persona che abbia i muscoli sia grulla ?

 -
 
Proprio grullo no, ma è far funzionare il cervello che ci fa essere furbi !
 
 -
 
Uno che usa solo i muscoli è muscoloso e basta…
 

Le insegnanti a questo punto hanno proposto di provare a disegnare dei cervelli... 
cervelli che pensano
"Forti... come i muscoli"

 

MARTINA: (5 anni)

E' un cervello che pensa.. in questo caso pensa ad una macchina ma può pensa anche ad una bambola...


 


 

LAPO: (4 anni)

Questi sono tutti dei pensieri che io ho nel mio cervello, ma i pensieri, non si vedono mica e allora stanno qui dentro alle palline.

 

 


 

RITA: (4anni)

I pensieri tutti colorati che vanno giù...

 

 

 

MELINDA: (5anni)

Io penso sempre al Pikaciu, vedi l’è questo qui! Questi sono altri pensieri, e qui è quando vanno su.

ALICE: ( 4 anni)

 

Il mio cervello 
pensa al babbo, 
lui è grosso e allora 
ci sta stretto.


 

 


MATTHEW: ( 5 anni)

Questo è il mio cervello che
pensa  al mio babbo perché lui è lontano, ma ogni tanto viene da me.

 

ANGELA: (5 anni)

 

I miei pensieri sono come 
tanti colori che escono.

 


 

FABIO C: (5 anni)

 

Sono i miei pensieri, vedi 
stanno dentro le palline, 
guarda quanti ne ho.

 

 

 

DIANA: (5 anni)

Questa sono io 
e il mio cervello 
che pensa ad un fiore 
con tanti colori.

 


 

ALESSIA: (5 anni)

Il mio cervello pensa 
ad  un fiore e a tanto cielo.

 

NOEMI (4 anni)

I pensieri escono dal capo

 


 


 

ETTORE: (5  anni)

Vedi i pensieri sono dentro al capo ma c’è un filino e gli arrivano alla bocca perché i pensieri si dicono con la bocca e allora escono le parole,  sono queste vedi?

 

ANTONINO: (5  anni)

 

Sono i pensieri dentro 
la testa. Stanno dentro 
ma escono anche.


 

 

FABIO T: (5 anni)

Questo l’è un cervello che
pensa tanto e i pensieri sono 
questi filini, ma di più
pensa alle macchinine.

 

LOREDANA:

(5 anni)

Questi sono i pensieri 
sul capo ma vengano 
da dentro.

 


 

ALBA: (5 anni)

 

Questi non sono i capelli 
sono i
pensieri colorati.

 

 

La discussione prosegue e il gruppo accetta di comune accordo che il cervello è la qualità “più importante” di una persona. Ci siamo rese conto che i bambini, pur mostrando di gradire molto le storie mitologiche e pur avendo attivato  discussioni molto interessanti,  non andavano oltre l’operatività del disegno.

Così abbiamo chiesto loro se ci fosse stato un modo per ricordare tutte le storie lette

 

 

 

Tra le varie ipotesi una ci è sembrata davvero interessante:

IL CERVELLO E’ COME UNA SCATOLA CON DENTRO LE IDEE.

   Si fanno delle scatole con dentro l’idee più importanti di quelle storie.

Ins: Fammi un esempio..

  Ad esempio la storia di Ulisse ci si mette la barca... non  solo la barca però, altrimenti  non si capisce...

Ins:  Cos’altro ancora?

  

 

Una pecora per far ricordare che Polifemo  aveva le pecore e poi Ulisse le usa per scappare dalla grotta di Polifemo.
 
Poi ci si può mettere un occhio  così ci si ricorda di Polifemo
 
Allora ci possiamo mettere  anche l’anfora con il vino perché è con quello che Ulisse  addormenta Polifemo.
 

 

Va messo anche il palo appuntito.
 
   Anche il sasso della caverna.
 

 

Il sasso però come si fa per farlo entrare in una scatola.
 

 

 

Se è per quello anche la pecora.
 

Ins: Allora come possiamo fare per metter queste cose nella scatola?

 

Lo scrivi te in un bigliettino.
 

 

Tu scrivi sasso, occhio…
 

 

No, io non sono d'accordo  perché ancora noi non sappiamo leggere e allora come si fa a sapere cosa c’è scritto nei bigliettini?
 

 

Li leggono  la Simonetta o la Milvia.
 

 

Ma loro  le raccontano sempre.
 

Ins: Come si può fare allora per far tornare a tutti alla memoria la storia?

 

Si trovano degli oggetti che ci sono in quella storia, ma piccini e quelli che non si trovano si disegnano su un foglino piccino.

PROVIAMO

Ci accorgiamo che è impossibile trovare tutti gli oggetti che sono presenti nella storia e così decidiamo di trovare solo quelli più importanti.

Angela

Se si mettono tutte le cose in una scatola ci si ricordano 

 

meglio, perchè Ulisse ha avuto 4 avventure.
 

Alessio:

Ci si può mettere una nave, perché così ci si  ricorda che 

 

Ulisse aveva una nave grande che andava a vela, ma qui le 

 

vele non ci sono perché ora le barche e le navi sono più moderne. 
 

Lorenzo:

 

 

Moderne vanno a motore. Poi l’anfora con il vino forte, ce  la mettiamo di creta, perché vera si rompe e poi  senza vino altrimenti si rovescia e poi ci si ubriaca anche noi.
 
Ettore :

Una pecora, per ricordarsi che Polifemo era un pastore   

  di pecore e con il latte macinato faceva il formaggio. Dentro la grotta, c’era puzzo di formaggio, ma noi non si può mettere il puzzo dentro la scatola se si “impuzzisce” tutta la scuola, ma Ulisse furbacchione e i suoi amici per scappare dalla trappola di Polifemo si aggrapparono alle  pecore ma di sotto sennò se si attaccavano di sopra Polifemo toccando le pecore li avrebbe sentiti e poi mangiati come cioccolatini.
 
 Martina: Poi dentro ci si può mettere  un sasso che a Polifemo  serviva  per
  chiudere la grotta al posto della porta, il sasso era gigante, perché
Polifemo era
un gigante.
 
 Riccardo:

 

C’è l’occhio perché così ci si ricorda che lui aveva un occhio solo, lui era brutto, grande, grande e ci aveva una barba lunga e nera.
Angela: 

 

 

C’è anche un'asta con la punta, con quella  hanno accecato Polifemo. Allora, se si vuole raccontare le avventure di Ulisse  ed è passato troppo tempo e non ci si ricorda, si prende la scatolina e così ci viene in mente. Non è vero?
 
Ettore:

 

Mettiamoci anche una forchetta per ricordarsi quel coso che aveva in mano il re del mare che era anche il babbo di Polifemo... io non mi ricordo come si chiama, ma sembrava proprio un forchettone. Vero?

 

Ecco come sono nate le “Scatole della Memoria”

Abbiamo così trovato gli oggetti per le  avventure di Ulisse formando
quattro scatole della memoria e con esse abbiamo potuto ricordare

l'Odissea...

 

 

Primo racconto:
Il prode Ulisse

Secondo racconto:
La Maga Circe.

Terzo racconto:
Il vortice di Cariddi

Quarto racconto:
La prova con l'arco


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