Nessuno è alieno: il percorso

Questo lavoro è stato realizzato in due classi quarte nelle quali, anche nei precedenti anni scolastici, erano state affrontate le problematiche relative alla diversità.

Gli obiettivi del lavoro sono quelli indicati  nel POF:

- Stimolare la riflessione degli alunni sul valore della diversità, con particolare riguardo alle problematiche legate alla disabilità

- Favorire lo svilupparsi di approfondimenti specifici sul tema, in sintonia con i percorsi curriculari

- Favorire un inserimento scolastico integrale dei ragazzi disabili e/o appartenenti a minoranze culturali

- Promuovere momenti di incontro e di conoscenza concreta della disabilità e dell’alterità culturale.

 

Ecco il percorso, raccontato dai ragazzi

1. Leggendo alcuni racconti di fantascienza, abbiamo riflettuto sul significato della parola “alieno”.
Dalla discussione e dalla consultazione del vocabolario è emerso che può avere due significati:

-         Extraterrestre, di un altro pianeta

-         Strano, diverso, sconosciuto

Anche noi sembriamo degli alieni  a chi non ci conosce.
Come abbiamo letto nei brani “La sentinella” e “Descrivere i terrestri” , le cose che per noi sono normali possono apparire stranissime agli altri!

2. Abbiamo provato a spiegare le nostre abitudini a degli amici immaginari di un altro pianeta.

Una classe, a gruppi, ha provato  a scrivere i testi, che sono stati riletti nell’altra classe e  modificati nei punti dove sembravano poco chiari.

3. Il lavoro non è stato facile e ha dato luogo  a molte discussioni.

Ecco le nostre riflessioni:

E’ difficile spiegarsi perché probabilmente loro non sanno nulla del nostro pianeta, non conoscono il significato delle parole.

Quando si spiega qualcosa, di solito si usano termini più specifici, invece in questo caso è il contrario: bisogna usare parole più semplici.

Parole  e idee che  a noi sembrano banali, per loro potrebbero essere sconosciute.

Alcune parole non si possono spiegare.

Abbiamo fatto finta  che fossero in grado di capire la nostra lingua, o che ci fosse qualcosa o qualcuno in grado di tradurgliela; invece, probabilmente, se esistessero degli extraterrestri, non parlerebbero la nostra lingua.

Abbiamo capito che:

E’ difficile comunicare con chi è alieno, diverso da noi, non ci conosce e quindi non ci capisce.

4. A tutti può capitare di sentirsi, fuori posto, diversi dagli altri, ma questo non è un buon motivo per essere giudicati degli “alieni”. Ognuno di noi ha raccontato quando si è sentito così…

5. Un giorno è venuto a scuola Roberto Manetti, psicologo dell’A.Se.Ba. (Associazione Senza Barriere), noi gli abbiamo raccontato il nostro lavoro e lui  e ci ha proposto il gioco dell’astronave. Il gioco ci ha provare le sensazioni di chi non riesce  a comunicare “normalmente”

6.     Il 17 maggio, a conclusione del nostro lavoro, abbiamo incontrato una persona davvero speciale: Claudio Imprudente, un disabile che non può muoversi né parlare. Claudio comunica indicando con lo sguardo le lettere su una lavagnetta trasparente. Una persona sta di fronte  a lui, legge le parole che lui indica e parla per lui. Pensavamo che questo l’incontro  fosse un po’ triste e anche noioso, per il modo di comunicare lento. Invece Claudio ci ha divertito con la sua simpatia, ha risposto a tutte le nostre domande facendoci riflettere e le due ore che abbiamo trascorso con lui sono volate.

 

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